L’ultimo pellegrinaggio papa Benedetto in terra santa

Nel 2009, papa Benedetto XVI ha compiuto il suo pellegrinaggio in terra santa. Il Franciscan Media Center ha pubblicato un video importante perchè inserisce il viaggio nel contest più ampio dei rapport fra il papa e la regione mediorientale, le sue religioni e le sue sfide. Il video è stato creato quando papa Benedetto XVI ha dato le sue dimissioni.

È possibile vederlo tramite il link:

http://www.fmc-terrasanta.org/it/attualita-eventi-e-societa.html?vid=3817

Il Papa e il Medio Oriente. Tre viaggi, un Sinodo, gli incontri ecumenici con i rappresentanti delle Chiese Ortodosse e quelli interreligiosi con il mondo dell’Islam e dell’ebraismo. E ancora le prese di posizione sulle questioni piu’ calde per questa regione, come il parere espresso piu’ volte in favore della creazione di uno stato palestinese … e soprattutto l’attenzione sempre viva per il “piccolo gregge” dei cristiani locali, chiamti a riscoprire, proprio nella loro situazione di minoranza e difficoltà, la loro vocazione … nella terra delle origini cristiane.

Nei quasi otto anni di pontificato, il rapporto del Santo Padre con questa terra ha visto un rapido susseguirsi di attenzioni concrete.

Nel 2009, Benedetto XVI e’ atterrato sul suolo giordano, l’8 maggio, per un pellegrinaggio che l’ha condotto – terzo papa nella storia – a camminare sui luoghi di Gesù, tra Giordania, Israele e Palestina. Tredici mesi dopo, con la visita all’isola di Cipro del giugno 2010, il pontefice da idealmente inizio – con la consegna dell’instrumentum laboris durante la messqa celebrata a Nicosia – al Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, previsto per l’ottobre dello stesso anno e concluso con la firma e la consegna dell’esortazione apostolica durante il viaggio in Libano del settembre 2012. Un viaggio in cui la voce del Santo Padre si era rivolta in modo particolare ai giovani della terra dei cedri, invitandoli a essere esempio di convivenza per tutto il Medio Oriente, segno concreto della possibilità di costuire un futuro comune – cristiani e musulmani – in questa terra.

Del rapporto tra Benedetto XVI e questi luoghi, abbiamo parlato con monsignor William Shomali, vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Secondo lei che cosa aveva più a cuore Benedetto XVI per il Medio Oriente?

S.E. WILLIAM SHOMALI – Vicario Patriarcale di Gerusalemme

“Il Papa era interessato ai principi della pace; è questa è la cosa piu’ importante. Ma lui non faceva un comunicato ogni volta che c’era un incidente qui o un incidente là. Quando c’era la guerra di Gaza ha parlato forte per chiedere di firmare la violenza a Gaza, e per questo la violenza è durata solo otto giorni, ma posso dire che nei momenti difficili il Papa stava con noi. Nei momenti più difficili il Papa è stato con noi come è stato con la Siria, con l’Irak e con l’Egitto e con tutti i paesi”.

Tre motivi per cui la Terra Santa dovrebbe essere debitrice a Benedetto XVI?

S.E. WILLIAM SHOMALI – Vicario Patriarcale di Gerusalemme

“La visita del 2009, la consegna dell’esortazione post-sinodale e il riconoscimento dello stato Palestinese: averne parlato prima (l’unica soluzione è avere due stati) e aver anche appoggiato la decisione delle nazioni unite”.

E qual è il ricordo più vivo che conserva del suo pellegrinaggio in Terra Santa?

S.E. WILLIAM SHOMALI – Vicario Patriarcale di Gerusalemme

“Penso la sua umiltà, dappertutto dove andava. Lui è veramente un uomo di Dio. Un uomo umile, aveva un viso – posso dire – angelico. E quando pregava era impregnato dal Signore e questo modello di uomo spirituale mi impressiona; è venuto qui più come pellegrino che come capo di stato, e penso che ha impressionato anche quelli che lo ascoltavano. Mi ricordo di averlo visto nel campo di Aida coi palestinesi. Era molto tranquillo. Molti gli dicevano: è pericoloso andare di là, ma lui al posto di un’ora è stato lì un’ora e mezza”.

Avrebbe potuto fare di più per il Medio Oriente?

S.E. WILLIAM SHOMALI – Vicario Patriarcale di Gerusalemme

“Lui ha preferito mettere l’accento sulla relazione dei cristiani locali con l’Islam e con l’ebraismo, perché lui non vuole che loro vivano in un ghetto. Lui ha capito che la primavera araba é un’altra primavera, un risveglio islamico. Lui ha capito tutto questo e ha voluto essere vicino ai cristiani in Medio Oriente. Un uomo che non crea rumore intorno a lui, un uomo delicato, parla con voce molto calma, con sicurezza, era un grande Papa”.

Fonte: http://www.fmc-terrasanta.org/