Messaggio dell’ambasciatore palestinese in Vaticano al Santo Padre

Il 19 marzo 2014 l’ambasciatore di Palestina presso la Santa Sede, S.E. Sig. Issa Kassissieh ha mandato un messaggio al papa in occasione del primo anniversario del suo pontificato.

Dalla terra santa di Palestina ho il piacere di renderle noti i sentimenti di affetto ed ammirazione che il popolo palestinese nutre nei confronti di un padre premuroso ed affettuoso, un leader di pace e giustizia ed un principe dei poveri.

Nella settimana passata, abbiamo avuto il piacere di incontrarci con una prima delegazione della Santa Sede per preparare l’accoglienza di Sua Santità il papa e di Sua Santità il patriarca Bartolomeo. È stato un onore vedere come S.E. il presidente Mahmoud Abbas, per conto del governo palestinese stia garantendo ogni sforzo per assicurarsi che la Sua visita sia una di quelle storiche. Speriamo che questo pellegrinaggio consenta di formalizzare i legami storici fra la Santa Sede e la nostra nobile nazione, perché un giorno non lontano la Palestina possa essere un luogo attraverso il quale la Santa Sede possa accedere nel medio oriente ed in tutto il mondo arabo.

Gerusalemme e Betlemme sono pronte e tutti Iipalestinesi attendono con gioia la possibilità di essere testimoni di questa visita. Si raduneranno da tutta la nazione: Gaza, Jenin, Zababdeh, Nablus, Gerico e tutti I villaggi e le città dei distretti di Betlemme, Ramallah e Gerusalemme. Ci stiamo anche organizzando perché migliaia di palestinesi cristiani della Galilea possano partecipare alla messa di Betlemme, rinnovando sia la loro appartenenza sia alla Chiesa che la loro identità palestinese.

Un anno è passato accompagnato dalla grazie delle preghiere e dai gesti di Sua Santità, un anno è passato sotto una luce di speranza che brilla più forte di prima sul Vaticano a Roma. Un anno è passato e io sono fiero di compiere il mio servizio in questa città e di essere portavoce delle aspirazioni del mio popolo qui fra maestri di pace ed amore.

Il Signore benedica tutti i Suoi passi negli anni a venire. Le auguriamo ottima salute e guardiamo a lei come esempio per mantenere la speranza ed superare i problemi dell’occupazione, separazione, esilio ed ingiustizia nella nostra terra.