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Basilica del Santo Sepolcro – Celebrazione Ecumenica- Discorso del Patriarca Ecumenico (JERUSALEM – 25.05.2014 )

JERUSALEM – 25.05.2014
Basilica del Santo Sepolcro – Celebrazione Ecumenica Discorso del Patriarca Ecumenico

Traduzione ufficiale
«Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto;
venite, guardate il luogo dove era stato deposto» (Mt 28,5-6). Continua la lettura di Basilica del Santo Sepolcro – Celebrazione Ecumenica- Discorso del Patriarca Ecumenico (JERUSALEM – 25.05.2014 )

Patriarca latino Fouad Twal: SALUTO A BETLEMME (25 Maggio 2014)

Santo Padre,

Grazie per questa bella Eucaristia, celebrata così vicino alla Grotta della Natività.

Vedo un’armonia totale tra la Tua persona, il Tuo modo di governare, di parlare al mondo e il messaggio di Betlemme. Betlemme: la semplicità, la trasparenza, la comunione, il Divino che si incarna e si mette al nostro livello umano, per poter amare di più.

Desideriamo che questa Tua visita, possa ravvivare nel cuore degli uomini il messaggio di Natale, la pace e il calore della Grotta di Betlemme.

Ci auguriamo tanto che il tuo pellegrinaggio aiuti ogni persona a vivere la grandezza dell’umiltà di Betlemme, a riconoscere l’inutilità dell’arroganza, la bellezza dell’infanzia e la sua innocenza.

Tanti sono ormai i bambini ,che i grandi di questo mondo hanno costretto a vivere errando, e che sono spesso abbandonati: bambini senza casa, senza genitori, obbligati a correre sulle strade polverose dei campi dei rifugiati ,perché non hanno più né case né tetti che li proteggano.

Tanti sono i bambini e i fanciulli, amici del Bambino Gesù, che sentono le stesse parole dette a Maria e Giuseppe che “non c’è più posto per loro nell’albergo”. Non c’è più posto per loro neanche nella politica familiare che decide della loro sorte.

Non c’è più posto per i bambini nella legislazione e sono assenti nelle trattative, per una pace che non trova la sua strada per arrivare a noi, pace che non riesce a sfondare i muri della paura e della sfiducia che circondano questa città. I nostri giovani hanno sperimentato, sulle orme del Divino Bambino, l’emigrazione, la fame, il freddo e spesso anche la demolizione delle proprie case.

Insieme a Te, Santo Padre, chiediamo oggi al Bambino Gesù, che allarghi la sua grotta per accogliere i numerosi bambini, vittime della violenza umana e dell’ingiustizia.Come non ricordare e pregare per i tantissimi prigionieri che affollano le carceri…

Affamati di un pezzo di pane, affamati di più giustizia e pace, affamati di una casa, di un ”Hogar” che li accolga. Non sono ancora finiti gli Erodi moderni, che hanno più paura della pace che della guerra, che hanno più paura delle famiglie sane e sono pronti ad uccidere e continuano ad uccidere.

Santo Padre,

prima del Tuo arrivo, è arrivata la Tua fama di uomo di Dio, di un vero capo che sa governare, e allo stesso tempo, di un vero fratello per tutti. Noi, discendenti dei primi pastori, accogliendo l’invito degli angeli, veniamo con te a Betlemme, per adorare il Bambino e felicitarci con i suoi genitori.

Santo Padre, a nome dell’Assemblea degli ordinari cattolici, a nome del popolo palestinese e a nome dei tanti cari pellegrini, che a Betlemme si sentono a casa, ti diciamo grazie per la Tua presenza con noi oggi ed insieme a tutti i bambini dei vari centri a Betlemme, bambini sani e bambini disabili Ti assicuriamo la nostra preghiera e la nostra adesione.

Intervento del Patriarca latino Fouad Twal nel luogo del Battesimo

Santità,

ci troviamo nel cuore del Sito del Battesimo, in questa chiesa costruita grazie all’aiuto della famiglia giordana Muashar , qui presente, dopo che il terreno ci era stato donato gratuitamente dallo Stato grazie anche all’amicizia e generosità di Sua Altezza il Principe Ghazi Ben Muhammed Ben Talal. Continua la lettura di Intervento del Patriarca latino Fouad Twal nel luogo del Battesimo

Discorso del Patriarca latino Fouad Twal in Amman

Santo Padre,

grande è la nostra gioia che nasce dall’incontrare nella Tua persona la vera Persona, Gesù Cristo, che oggi è in mezzo a noi, discendenti di quei primi cristiani, che, come si narra negli Atti degli apostoli, a Pentecoste erano convenuti assieme ai credenti di tutto il mondo.

La Giordania, che oggi celebra con orgoglio la festa dell’indipendenza, governo e popolo, guidata dal saggio Re, Sua Maestà Abdallah, assieme alle tante istituzioni educative e sociali, ti augura il benvenuto perché Tu possa confermare nella fede i tuoi fratelli, Pastori e fedeli.

Santità! Durante la tua visita, ti renderai conto delle tante sfide che si trova ad affrontare la Chiesa di Gerusalemme. Di questa Diocesi la Giordania rappresenta la parte più grande: più famiglie, più istituzioni, più sacerdoti e seminaristi, e non ci mancano pure tante sfide.

La Terra Santa conosce già troppe divisioni. La Chiesa cattolica locale, in modo particolare il Patriarcato Latino di Gerusalemme, compie un grande sforzo di unità al suo interno, tra le Chiese e tra tutta la popolazione. Siamo una Chiesa piccola, ma una Chiesa che ascolta, accompagna e collabora, secondo le sue modeste forze, ad un cammino di conversione, perché siamo “in uno stato permanente di conversione” (cfr. E.G. 25).

Solida è stata la fede del nostro Patrono di Giordania, S. Giovanni Battista, martirizzato a pochi chilometri da qui. Salda è stata questa fede che gli dava il coraggio di puntare il dito e di dire ai grandi di questo mondo “Non avete il diritto” di fare tale azione, di fare tale ingiusta legislazione.

La Giordania, così come la Chiesa in Giordania, è piccola, è ridotta per estensione, è esigua per numero di abitanti, povera in fonti di ricchezza, in situazione di povertà da sempre, dai tempi di San Paolo. Ma è ricca nel suo elemento umano, pieno di buon senso, ricca di vocazioni sacerdotali e religiose, esemplare nella sua ospitalità verso gli stranieri, gli oppressi, i rifugiati e di quanti cercano lavoro.

Assieme alle Suore del Rosario, unica fondazione religiosa autoctona, impegnata nel settore educativo in tutto il mondo arabo , ci auguriamo e preghiamo che Sua Santità possa annunciare al più presto possibile la Canonizzazione della loro fondatrice: La Beata Maria Alphonsine Ghattas.

La Chiesa in Giordania, con tutti i suoi membri: giordani, palestinesi, siriani rifugiati e arabi di tutto il Medio Oriente e asiatici, trova nella Tua persona il Padre che ama e ascolta, il Padre che condivide con noi anche le nostre croci quotidiane, tra cui l’emigrazione verso il mondo arabo o verso l’America del Nord. Non c’è una famiglia che non abbia un figlio all’estero. L’emigrazione dei giovani più preparati e competenti dalla Giordania ,equivale ad una vera emorragia umana.

Di fronte a Lei ci sono alcuni dei nostri fedeli, alcuni piccoli che desiderano ricevere la Prima Comunione e la Benedizione Apostolica.

Qui in Giordania, cristiani e musulmani, viviamo in armonia, e riconosciamo nella Tua Persona il Signore che percorreva questa terra facendo il bene.

Nella Tua persona vediamo anche la bella figura di Giovanni il Battista, Patrono della Giordania. Tu sei ormai il Battista del secolo, che prepara la strada al Salvatore ed esige la conversione del cuore, che alza la sua voce contro ogni ingiustizia e contro ogni violenza.

Santo Padre, abbiamo tanto bisogno della tua voce serena, forte e coraggiosa.. Siamo grati per questa voce che tanto difende i poveri e i deboli.

In questa Santa Eucaristia,vogliamo pregare per la pace e per la tua cara persona .